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Non aprite quella porta (dal blog passato e futuro)

Ogni indagine archeologica sul campo lascia in eredità la sfida di ricostruire e capire. Ma anche di narrare, perché è difficile, per non dire impossibile, capire qualcosa se non si prova a spiegarla e a raccontarla.

Spesso invece accade che, quando si riesce a pubblicare i risultati di una ricerca, lo si fa prioritariamente (per non dire esclusivamente) per la comunità scientifica: per quelli che con un’espressione che sembra mutuata acriticamente dal lessico di gestione di una centrale termonucleare si definiscono “gli addetti ai lavori”.

Poi, se va bene, “se avanza tempo” e “se ci sono le risorse”, si potrà pensare a “comunicare” o “divulgare” all’interno di una operazione dai tratti spesso sfumati che perlopiù viene frettolosamente demandata alla vaga promessa della “valorizzazione”…

continua

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