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ArcheoWeb Reviews: Archaeology’s Interactive Dig

Professione Archeologo oggi vi propone di visitare Archaeology’s Interactive Dig sul sito archaeology.com (curato dall’Archaeological Institute of America).

 

Di cosa si tratta? I curatori del sito lo dicono chiaro e tondo: We bring the excavations to you!

 

E’ possibile scegliere tra diverse campagne di scavo e seguirle passo dopo passo: si possono consultare i giornali di scavo, visionare i video sulle attività giornaliere che hanno luogo sullo scavo, conoscere lo staff, etc. Insomma prendere parte a distanza e tramite il web ad uno scavo archeologico.

 

Un esempio di divulgazione scientifica che avvicina il pubblico all’archeologia in modo immediato.

 

Quando in Italia?

 

Qui i link ai progetti più recenti di Archaeology’s Interactive Dig:

 

Zominthos Project
Johnson’s Island Civil War Prison

Commenti

5 commenti
  1. Caterina Ottomano
    Caterina Ottomano dice:

    Ragazze, ma questi sono anni luce davanti a noi. Vi rendo noti alcuni gustosi stralci delle MODALITA’ DI CONSEGNA DELLA DOCUMENTAZIONE DI SCAVO ARCHEOLOGICO a cura della soprintendenza archeologica della lombardia. Alla voce Documentazione fotografica si legge.
    -In caso di indagini con esito negativo saranno sufficienti le immagini digitali.
    Per scavi con esito positivo dovranno essere consegnate anche:
    2. DIAPOSITIVE A COLORI relative almeno a: foto generali, strutture principali o altri elementi significativi del sito. Le diapositive dovranno essere accompagnate da relativo elenco in formato .xls o .ods recante le medesime voci elencate per le foto digitali. Alle diapositive non deve essere applicata alcuna etichetta. Tutte le immagini (in qualsiasi formato) dovranno contenere riferimenti metrici e orientamento. Di ciascun soggetto ripreso devono essere di norma fornite due immagini: una contenente l’indicazione del soggetto ripreso su supporto leggibile (lavagnetta), l’altra senza.
    NOTA BENE: deve essere predisposto un pacchetto da consegnare all’ufficio fotografico contenente le diapositive (prive di eventuali doppi e tripli scatti che devono comunque essere allegati alla documentazione), e le digitali corrispondenti, con due elenchi informatizzati in .xls o .ods (secondo il modello sopra indicato). Dovrà esserci perfetta corrispondenza tra foto digitali e diapositive e tra i rispettivi elenchi. Le foto in formato digitale che non hanno un corrispettivo in diapositiva devono essere classificate separatamente e deve quindi essere predisposta una apposita cartella con relativo elenco in formato .xls o .ods (i campi sono i medesimi).

    Vi rendeto conto? Chiedono ancora LE FOTOGRAFIE DIGITALI!! Ma se non si trovano più nè pellicole, nè chi le sviluppa…

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  2. Antonia
    Antonia dice:

    Caterina io per questo sito web americano ho perso la testa! Ti rendi conto che cosa sono riusciti a creare?
    In Italia se qualcuno proponesse un’idea del genere gli si aprirebbero le porte dell’ade per inghiottirlo, con corteggio di soprintendenti e baroni vestiti da diavoli.
    Pensa che qualche settimana fa sono stata a fare delle ricerche nella biblbioteca della Soprintendenza a Taranto e alla mia richiesta se fosse possibile connettersi ad internet, mi hanno gentilmente risposto che in biblioteca non c’era connessione…. nel 2013.

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  3. caterina ottomano
    caterina ottomano dice:

    Il principale problema, comunque, è che tutti i dati di scavo sono proprietà dello stato e non possono essere divulgati liberamente.

    Rispondi
  4. Domenica
    Domenica dice:

    E’ vero, e però è anche vero che con questa scusa vengono tenuti per anni praticamente segreti i risultati di certe ricerche, e se ti serve proprio quel confronto, vuoi notizie proprio su quell’insediamento, dove sai c’è un’indagine in corso, devi chiedere il favore al collega e se ti va male… in pratica, ti attacchi.

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  1. […] avervi presentato il progetto Archaeology’s Interactive Dig, vogliamo completare il quadro sul binomio archeologia/divulgazione a cura […]

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