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riconoscimento 500schiavi

Le mezze stagioni

La stagione fredda è stata caratterizzata, come ricorderete, da alcuni temi “caldi” per i professionisti dei beni culturali: da una parte l’iter legislativo della PdL 362 sul #riconoscimento, dall’altra le polemiche per l’ormai celeberrimo bando #500schiavi.

 

La proposta di legge Madia, Ghizzoni, Orfini ha visto l’approvazione quasi all’unanimità alla Camera dei Deputati il 15 gennaio 2014 e tutti i professionisti dei beni culturali hanno tirato un sospiro di sollievo perché hanno finalmente visto accorciarsi la strada verso il traguardo del riconoscimento; un traguardo, dopo anni di discussioni (la prima proposta di legge di cui la PdL 362 è l’erede risale infatti al 2008), tanto ambito quanto insperato.

 

 

Sul bando dei #500schiavi ormai sapete tutto, come è iniziata la protesta, come si  é evoluto il bando stesso (rivisto e corretto dal Mibact) e come è  andata a finire: circa 21552 partecipanti con differenze notevoli di punteggi tra classificati e non (e l’avverarsi quindi del sospetto che non stiamo parlando esattamente di una possibilità formativa per “giovani” neolaureati).

 

 

Ma, al di là delle polemiche, rimane sul tavolo il ricorso contro il bando presentato dall’Associazione Nazionale Archeologi al Tar del Lazio. Il ricorso è stato accolto agli inizi di marzo e il 27 marzo si è svolta la prima udienza per  l’annullamento dei provvedimenti relativi alla selezione dell’avviso pubblico. Il Tribunale Amministrativo, confermando la legittimità del ricorso, ha disposto il rinvio al merito, convocando la nuova udienza per il prossimo 14/07/2014.

 

Per quanto riguarda invece la P.d.L. 362 Madia, Ghizzoni, Orfini la situazione è meno lineare.

 

 

La legge sul riconoscimento dei professionisti dei beni culturali, diventata n. S.1249 perché passata al Senato, è attualmente in discussione alla 7a Commisione Istruzione, Beni Culturali che ha stabilito come deadline per presentare gli emendamenti le ore 12 di oggi (8 aprile n.d.r.). In attesa della definitiva discussione ed approvazione si sono tuttavia già delineate alcune criticità che fanno presagire la necessità di un secondo passaggio alla Camera dei Deputati.

 

 

La Commissione Affari Costituzionali del Senato, sentita per un parere consultivo, ha infatti  dato un parere “non ostativo con condizioni”. Nello specifico la 1a Commissione Permanente ha rilevato come vada modificato il comma 2  dell’articolo 2 del testo, ovvero come il coinvolgimento delle associazioni professionali, in sede di emanazione del decreto ministeriale sulle modalità e i requisiti per l’iscrizione dei professionisti negli elenchi nazionali nonché sulla  scelta dellle modalità per la tenuta degli stessi elenchi nazionali, debba avere solamente natura consultiva e come, al comma 3 del medesimo articolo, il richiesto parere delle commissioni dei due rami del Parlamento circa l’emanazione del suddetto decreto debba essere meramente obbligatorio e non vincolante (link).

 

 

Da quanto si apprende circa la discussione avvenuta il 2 aprile in Commissione Istruzione e Beni Culturali (link) si prefigura quindi, nelle prossime sedute, la presentazione di emendamenti che accoglieranno tali eccezioni e potrebbero rendere necessaria una nuova approvazione del disegno di legge alla Camera dei Deputati.

 

Augurando buon lavoro a tutti, auspichiamo che il 2014 sia finalmente l’anno del nostro #riconoscimento.

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Riconoscimento: #sipuòfare

Prima o poi doveva succedere. Ed è successo.

 

I professionisti dei beni culturali hanno deciso di sottrarsi al gioco al massacro che è stato fatto sulla loro pelle per anni, hanno deciso di unire le forze per ritagliarsi un ruolo attivo nella discussione sui provvedimenti che riguardano il futuro del settore.

 

Abbiamo cominciato col dire NO ad un bando che ci trasformava da professionisti pluriformati e competenti in #500schiavi a 3,5 euro l’ora.

 

Ci siamo fatti sentire e qualcuno ci ha ascoltati. Il bando è stato limato e le perplessità sono rimaste. Perplessità che ci hanno fatto scendere in piazza l’11 gennaio.

 

Eravamo tanti, arrabbiati e propositivi, perché le due cose non per forza si devono escludere. Eravamo archeologi, storici dell’arte, archivisti, bibliotecari, categorie che di solito si ignorano reciprocamente e cordialmente.

 

Ci siamo incontrati sapendo di avere un’idea comune di futuro, un futuro che non vogliamo farci strappare di mano, che vogliamo contribuire a costruire insieme a chi ci dovrebbe rappresentare, in un dialogo costruttivo tra nuove interpretazioni politiche, nuove proposte, nuovi scenari.

 

Ecco, forse la parola d’ordine è e sarà sempre di più Nuovo. Anche se hanno tentato di imbrigliarci in vecchi schemi, la verità è che c’è un’intera generazione che non desidera altro se non un confronto serio, pacato e chiaro su alcuni temi chiave.

 

Ed è giunto di momento di darci (e di prenderci) quest’opportunità.

 

Ci piace prendere in prestito le parole di @g_gattiglia:

 

Ora è il momento delle proposte, di invertire, come suggeriva qualcuno in piazza, i cartelli e trasformare i 500no in #500on.

 

Bene, il nostro primo #500on è destinato ad un tema che sta a cuore a tutti i professionisti dei beni culturali: il #riconoscimento della nostra professione, che da ieri é più vicino.

 

In una quasi fatale concomitanza con la nostra protesta, infatti, la Camera dei Deputati ha approvato la PdL 362 (al link il testo della proposta di legge) Madia, Ghizzoni, Orfini che prevede integrazioni al Codice dei Beni Culturali atte a riconoscere i professionisti del settore.

 

Sebbene manchi ancora il via libera del Senato, il fatto è comunque epocale: sia per la velocità con cui si è passati da una mancata approvazione in Commissione Cultura ad una calendarizzazione della discussione in Aula, sia per la larga maggioranza, o meglio per la quasi unanimità (con la sola astensione del gruppo Fratelli d’Italia) con cui è stata licenziata a Montecitorio.

 

Sin qui le buone novelle. E tuttavia non è stata una passeggiata.

 

Alla prima delusione dovuta al ritiro dell’appoggio del Movimento 5 Stelle in Commissione Cultura, si sono sommate le critiche della stessa parte politica lunedì 13 gennaio alla Camera.

 

Molti di noi, quando hanno sentito dire che l’approvazione della #pdl362 “non era urgente” hanno temuto che l’agognato #riconoscimento si allontanasse inesorabilmente.

 

Alcune delle critiche sollevate si basano sul supposto pericolo di creazione di Albi professionali, secondo un’errata lettura del disegno di legge ed una scarsa conoscenza del diritto europeo in materia, nonché sulla mancanza della figura del manager culturale tra le figure da normare.

 

A ridosso dell’approvazione alla Camera, a queste critiche si sono aggiunti gli interventi di alcuni Docenti universitari che chiedevano un ruolo attivo delle Università nell’approntamento degli elenchi ministeriali di professionisti previsti dalla PdL 362.

 

Come è finita per adesso lo sappiamo tutti. Con qualche emendamento e qualche giorno di riflessione quasi tutti gli scettici alla Camera hanno deciso che il #riconoscimento era un atto doveroso.

 

Ringraziando i relatori della proposta di legge, Onorevoli Marianna Madia, Manuela Ghizzoni e Matteo Orfini senza i quali oggi non staremmo neanche a parlare del riconoscimento dei professionisti dei beni culturali, vogliamo aggiungere un “GRAZIE” a noi stessi, a tutti noi professionisti dei beni culturali.

 

Noi che abbiamo trovato il modo ed il tempo di protestare in modo forte, pacifico e civile contro un bando iniquo.

 

Noi che abbiamo dimostrato che tuteliamo il passato, ma sappiamo usare i mezzi di comunicazione del momento come e meglio di altri.

 

Noi che abbiamo scoperto il coraggio e l’orgoglio di riconoscerci in un folto gruppo di professionisti apparentemente eterogeneo, ma dalle richieste comuni.

 

Noi che da ieri sappiamo che le nostre istanze non cadono più nel generale disinteresse.

 

Noi che abbiamo capito che se una cosa ci interessa veramente ed è legittima #sipuòfare

 

Crediamoci.

 

@pr_archeologo