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Archeologia, accesso ai dati e democrazia (da steko.iosa.it)

Come possiamo pretendere che uno studente partecipi ad uno scavo se non gli vengono forniti gli strumenti per capire cosa sta facendo? In che modo un professionista dovrebbe lavorare sul campo se non ha accesso alla documentazione delle ricerche pregresse in una determinata area?

Una riflessione su archeologia e libero accesso ai dati (qui)

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Museum Analytics, una risorsa per i musei di tutto il mondo

Museum Analytics è una piattaforma gratuita sviluppata dall’olandese INTK che misura la presenza on line dei musei di tutto il mondo, attraverso la creazione di report statistici che si basano principalmente sull’attività su Facebook e Twitter, ma anche sul numero di visitatori annuali, sia on line che in situ.

 

Il sito internet, che raccoglie al momento circa 3000 istituzioni museali di cui solo 38 italiane, è pensato per gli operatori del settore, e si pone come obbiettivo quello di offrire uno strumento volto a migliorare le proprie strategie comunicative, e monitorare e capire i propri progressi in merito.

 

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ORBIS: uomini e merci nell’impero romano a portata di click

Sviluppato dalla Stanford University e frutto del lavoro di un’equipe multidisciplinare, ORBIS è un modello open source, interattivo, in continuo aggiornamento ed aperto ai contributi esterni che permette di esplorare e meglio comprendere il peso economico del viaggio nell’antica Roma.

Attraverso l’aggregazione dei dati relativi a centinaia di siti urbani, stationes, approdi, rotte viarie, marittime e fluviali, e tenendo conto delle diverse modalità di trasporto esistenti, del periodo dell’anno, e del costo medio per lo spostamento delle merci, è infatti possibile simulare qualsiasi viaggio da una parte all’altra dell’impero, e misurarne non solo la durata, ma anche il costo (in denarii).

 

Esteso su un nono della circonferenza terrestre e attraverso tre continenti, l’impero romano controllava un quarto dell’umanità attraverso una complessa reta di potere politico, dominazione militare e scambi economici. Tali connessioni erano sostenute da sistemi di trasporto pre-moderni e da tecnologie di comunicazione che si basavano sull’energia generata da uomini e animali, dai venti, dalle correnti. […]
La mappe convenzionli che rappresentano questo mondo come appare dallo spazio non riescono a rendere le severe restrizioni ambientali che governavano i flussi di persone, beni ed informazioni. Il costo, piuttosto che la distanza, è il principale fattore che determina l’interconnessione.

 

Questo il sito internet, dove è disponibile anche tutta la bibliografia relativa al progetto.

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Opening the Past 2013 (Pisa, 13-14-15 giugno)

Archaeological heritage is the history of our past and the foundation for our future choices. It belongs to all of us. Opening the Past means broadening the horizons of knowledge and consequently of protection, planning, research and the profession as archaeologists.
Opening the Past 2013 is the final conference of the MAPPA project: is has the intent of presenting the results of the project, but also the aim of discussing interesting and new proposals during the sessions: Predictivity in archaeology; Open Data in Archaeology; Open Access in Archaeology; Urban geoarchaeology. As you may know, in MAPPA project a team made of archaeologists, geologists and mathematicians are combining their expertise to study predictive tools for the archaeological potential of an urban area and to create a product which will contribute to the protection, research and governance of the city and of its underground archaeological heritage.
We welcome a broad attending of people from archaeological, geological and mathematical scientific community, presenting results of worldwide researches in the fields covered by the sessions…continua