• La toilette femminile: i balsamari     A partire dal I secolo d.C. per il commercio al dettaglio di unguenti e profumi si usavano balsamari in vetro. I balsamari rappresentavano una delle tante tipologie di oggetti per la toilette femminile realizzati in materiale vitreo. In vetro infatti erano anche bacchette per mescolare vari ingredienti, spatole per il trucco e pissidi ( piccoli barattoli con coperchio). Numerosi esemplari di questi oggetti raffinati, preziosi e delicati sono conservati oggi anche al Museo Archeologico Nazionale di ‪Aquileia‬. ×0
  • Cursus Publicus: il servizio postale dei romani   [gallery] Lo sapevate che…?   Augusto organizzò il Cursus Publicus, cioè il servizio postale che serviva ad amministrare e controllare l’impero, sempre più vasto.   « Affinché si potesse facilmente e più rapidamente annunciargli e portare a sua conoscenza ciò che succedeva in ciascuna provincia, fece piazzare, di distanza in distanza, sulle strade strategiche, dapprima dei giovani a piccoli intervalli, poi delle vetture. Il secondo procedimento gli parve più pratico, perché lo stesso portatore del dispaccio faceva tutto il tragitto e si poteva, inoltre, interrogarlo in caso di bisogno.» (Svetonio)   Per facilitare il servizio di posta furono istituiti dei luoghi di sosta dove era possibile ristorarsi e cambiare i cavalli.   Le mansiones erano i luoghi dove i viaggiatori potevano riposarsi e rifocillarsi, generalmente erano poste a una giornata di cammino l’una dall’altra. Nelle mansiones era possibile passare la notte, insomma erano una sorta di motel dove i “corrieri” potevano trovare da dormire e da mangiare.   Le mutationes invece servivano al cambio dei cavalli ed erano più numerose: fra due mansiones si succedevano da 6 a 8 mutationes. ×0
  • Ianuarius: le origini Lo sapevate che...?     Ianuarius (Gennaio) prende il nome dal dio romano Giano, divinità degli inizi, sia materiali che immateriali.     Fu Numa Pompilio a dedicare a Giano il primo mese successivo al solstizio d'inverno, cioè Ianuarius, che poi con la riforma di Giulio Cesare del 46 a.c. diventò il primo dell'anno.     Il 1° gennaio era quindi l'inizio del mese dedicato a Giano, dio del tempo e dei cambiamenti.     A partire dal 153 a.C. i consoli di Roma iniziarono a entrare in carica proprio in questa data. Presi gli auspici potevano indossare la toga praetexta e ricevere la salutatio di amici e clienti.     Credit foto: wikipedia (mosaico di El Djem, Tunisia) ×0
  • Il thermopolium, fast-food dell’antichità [gallery]   Anche gli antichi romani, proprio come noi, pranzavano fuori casa. Il luogo dove era possibile acquistare cibi e bevande calde aveva il nome di thermopolium. Si trattava di un locale aperto su strada con un bancone in muratura decorato con lastre marmoree o di terracotta in cui erano incassate delle giare (dolia) o anfore. I clienti potevano scegliere i cibi, pagare e decidere se consumare le vivande a casa oppure direttamente nel locale. Alcuni thermopolia, infatti, erano dotati di ambienti dove ci si poteva sedere e consumare i pasti. In molti casi presentavano anche un giardino interno (viridarium) con triclinio, per permettere agli avventori di mangiare all’aperto, all’ombra di pergolati. All'interno dei thermopolia erano spesso presenti le insegne da bar con immagini dei prodotti in vendita. I thermopolia meglio conservati sono quelli di Ercolano, Pompei e Ostia.   Credit foto: wikipedia ×0
  • Campagne elettorali a Pompei [gallery]   A Pompei si facevano campagne elettorali proprio come accade oggi. Le più suggestive testimonianze della propaganda elettorale sono le iscrizioni lasciate sui muri (epigrafi parietali), che ci raccontano la vita politica della città vesuviana. I candidati indossavano una "toga candida" dal giorno in cui dichiaravano pubblicamente di aspirare a una magistratura. I manifesti elettorali generalmente presentavano il nome del candidato + la carica ambita + la richiesta di voto. Quest'ultima era espressa con l'abbreviazione OVF = oro vos faciatis (vi prego di eleggere). Altra abbreviazione comune era DRP = dignum rei publicae (degno della pubblica amministrazione). Le iscrizioni venivano dipinte con grandi lettere rosse e nere sulle principali vie di comunicazione, così da essere ben visibili agli elettori. Alcuni esempi: L(ucium) Rusticelium Celerem II vir(um) i(ure) d(icundo) iter(um) d(ignum) r(ei) p(ublicae) o(ro) v(os) f(aciatis) C.Gavium Rufum II vir(um) o(ro) v(os) f(aciatis) / utilem r(ei) p(ublicae), Vesonius Primus rogat Bruttium Balbum II vir(um) / Gen[ialis] / r[og(at)]. / Hic aerarium conservabit ×0
  • Culto di Mitra [gallery]   A partire dal I secolo d.C. l’Italia vide l’affermarsi del culto di Mitra in alternativa alla religione ufficiale. In particolare la sua diffusione si ebbe nelle province di frontiera ad opera delle guarnigioni militari di stanza al confine. Il periodo di massima espansione si data al tempo dei Severi. Il Mitraismo ebbe una vasta fortuna nell'esercito e tra le classi meno abbienti della società romana: schiavi, liberti, operai, artigiani e piccoli commercianti. “L’imperatore Commodo vi si fece iniziare e altri imperatori successivi, fino a Giuliano l’Apostata, contribuirono al suo prestigio. Il mitraismo penetrò così, benché non nella sua stretta forma di misteri, anche nella religione pubblica, dove venne identificandosi con il culto del Sole. Fu rivale potente del cristianesimo e tra le due religioni vi fu probabilmente qualche influsso reciproco (Treccani)”. Il culto di Mitra, caratterizzato da aspetti misterici e iniziatici, si svolgeva nei Mitrei (in latino spelaeum), ambienti sotterranei che richiamavano la grotta natale del dio Mitra. Mitra viene rappresentato come un giovane con testa ricciuta coronata dal cappello frigio. L’iconografia lo ritrae perlopiù nell’atto della tauroctonia, cioè mentre uccide il toro poggiando il ginocchio sul dorso dell’animale. ×0
  • Feriae Augusti Il termine Ferragosto deriva dalla locuzione latina Feriae Augusti (riposo di Augusto) indicante una festività istituita dall'imperatore Augusto nel 18 a.C. Era un periodo di riposo e di festeggiamenti che traeva origine dalla tradizione dei Consualia, feste che celebravano la fine dei lavori agricoli, dedicate a Conso, il dio della terra e della fertilità. In tutto l’Impero avevano luogo feste e celebrazioni. Venivano organizzate corse di cavalli, mentre gli animali da tiro, utilizzati per i lavori nei campi, venivano adornati di fiori e decorazioni. Credit foto: feriaeaugusti.wordpress.com ×0
  • La fullonica [gallery]   Anche in antico esisteva la “lavanderia” ed era chiamata Fullonica. Si trattava della bottega dei fullones, operai che lavavano e smacchiavano le vesti. In molte città dell’impero sono ricordati i collegi dei fulloni: secondo la tradizione il primo colligium sarebbe stato fondato da Numa Pompilio. A Pompei le fulloniche sono numerose ed ovviamente ben conservate. La fullonica più importante è quella di M. Vesonio Primo dove sono visibili ancora le vasche per il lavaggio. La sede dei fulloni a Pompei si trovava in un edificio sul Foro donato dalla sacerdotessa Eumachia. Testimonianza eccezionale delle attività che si svolgevano in queste lavanderie ante litteram è la serie di pitture presenti nella fullonica di Lucio Veranio Ipseo che illustrano il lavoro dei fullones: la pigiatura dei panni con i piedi nella vasca (il c.d. saltus fullonii), la pettinatura dei panni tesi (pectere), la pressatura delle vesti sul pressoio (prelum) che avveniva dopo aver impregnato i panni di vapori di zolfo (sulfure suffire). Nella vasca erano riposti i panni da lavare, immersi in acqua mescolata a sostanze alcaline e depuranti: il nitrum, la creta fullonica, l'urina.
    Curiosità: i fullones erano particolarmente devoti alla civetta, animale sacro di Minerva, dea protettrice del lavoro.
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  • Giove Pluvio Presso gli antichi Romani, Pluvio era un epiteto di Giove (Iuppiter Pluvius), corrispondente al greco ῎Ομβριος, in quanto datore della pioggia. A Giove Pluvio era dedicato un rito sacro detto Aquaelicium, che consisteva nel trasporto di una pietra di forma cilindrica, deposta nel tempio di Marte, rappresentante le forze vegetative della terra. Nel giorno prefisso la pietra sacra veniva recata solennemente in città, fino al tempio di Giove Capitolino. Le matrone, che prendevano parte alla pompa, giunte al clivo Capitolino, scioglievano le loro chiome e si denudavano i piedi (onde il nome della processione: nudipedalia) e così scalze ascendevano al colle, recitando preghiere a Giove, perché concedesse la pioggia. Termine della cerimonia era l'immolazione cruenta di una vittima. (fonte: treccani.it) Nella Colonna Traiana troviamo la rappresentazione iconica di Giove Pluvio: si narra, infatti, che l’armata di Traiano, accerchiata dai Quadi, mentre stava per morire di sete, fece voto a Giove Pluvio. Dal cielo quindi scese copiosa la pioggia. Per eternare la memoria di questo fatto il dio fu scolpito sulla colonna con i soldati nell’atto di raccogliere l’acqua dentro i loro scudi. ×0
  • Publio Virgilio Marone Il 15 ottobre 70 a.C. nasceva Publio Virgilio Marone, autore dell'Eneide. Virgilio entrò presto nel circolo di intellettuali di Mecenate che raccoglieva i più influenti letterati dell'epoca. Fu proprio attraverso Mecenate che Virgilio conobbe Augusto collaborando alla diffusione della sua ideologia politica.               "L'armi canto e 'l valor del grand'eroe che pria da Troia, per destino, a i liti d'Italia e di Lavinio errando venne; e quanto errò, quanto sofferse, in quanti e di terra e di mar perigli incorse, come il traea l'isuperabil forza del cielo, e di Giunon l'ira tenace; e con che dura e sanguinosa guerra fondò la sua cittade, e gli suoi dei ripose in Lazio: onde cotanto crebbe il nome de' Latini, il regno d'Alba, e le mura e l'imperio alto di Roma" (incipit Eneide) ×0
  • Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto Il 23 settembre 63 a.C. nasceva a Roma Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto. Era figlio di Gaio Ottavio, uomo d'affari che aveva ottenuto, primo della gens Octavia (ricca famiglia di Velitrae), cariche pubbliche e un posto in Senato (era quindi un homo novus). La madre, Azia maggiore, proveniva invece da una famiglia da parecchie generazioni di rango senatorio e dagli illustri natali: era infatti imparentata sia con Cesare che con Gneo Pompeo Magno. Azia era più precisamente la figlia della sorella di Cesare, Giulia minore, e di Marco Azio Balbo; Ottaviano, pertanto, era pronipote di Cesare. ×0
  • Battaglia di Azio [gallery]   Il 2 settembre del 31 a.C. si combatteva la battaglia di Azio, definitivo scontro tra Augusto e Marco Antonio (http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Azio) ×0
  • 79 d.C.: eruzione del Vesuvio Il 24 agosto del 79 d.C. eruttava il Vesuvio. Plinio il Giovane ne parla a Tacito a proposito della morte di suo zio Plinio il Vecchio: "Il nono giorno innanzi le calende di Settembre (24 Agosto 79), verso la settima ora (circa l’una dopo pranzo) mia madre l'avvertì che si vedeva una nuvola di dimensioni e di aspetto straordinari. Lo zio (...) chiese allora i suoi sandali e salì in un luogo dal quale poter meglio osservare questo fenomeno prodigioso. La nuvola s'innalzava da una montagna, che si seppe poi essere il Vesuvio, avendo quasi la forma di un pino marittimo; che proiettata nell'aria come un tronco immenso, si spandeva poi in alto in rami. Io credo che, sollevata da un violento soffio, che poi s'indeboliva e l'abbandonava, ovvero vinta dal suo stesso peso, essa si disperdeva in larghezza: ora bianca, ora scura a macchie, a seconda che era costituita di terra o cenere" Foto: Accadde oggi: il 24 agosto del 79 d.C. eruttava il Vesuvio. Plinio il Giovane ne parla a Tacito a proposito della morte di suo zio Plinio il Vecchio: "Il nono giorno innanzi le calende di Settembre (24 Agosto 79), verso la settima ora (circa l’una dopo pranzo) mia madre l'avvertì che si vedeva una nuvola di dimensioni e di aspetto straordinari. Lo zio (...) chiese allora i suoi sandali e salì in un luogo dal quale poter meglio osservare questo fenomeno prodigioso. La nuvola s'innalzava da una montagna, che si seppe poi essere il Vesuvio, avendo quasi la forma di un pino marittimo; che proiettata nell'aria come un tronco immenso, si spandeva poi in alto in rami. Io credo che, sollevata da un violento soffio, che poi s'indeboliva e l'abbandonava, ovvero vinta dal suo stesso peso, essa si disperdeva in larghezza: ora bianca, ora scura a macchie, a seconda che era costituita di terra o cenere" ×0
  • Morte di Augusto Il 19 agosto 14 d.C. moriva a Nola Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto, primo imperatore romano. Con Augusto, il sistema politico di Roma passa definitivamente dalla Repubblica al Principato. « Ottenne magistrature ed onori prima del tempo: alcune furono create appositamente per lui o gli furono attribuite in modo perpetuo. » (Svetonio, Augustus, 26)   ×0
  • Poplifugium Il 5 luglio veniva celebrato il Poplifugium. Il Poplifugium, o Poplifugia, era una antica festività romana, la cui origine non è certa. H.H. Scullard fornisce due interpretazioni, basate sull'analisi delle fonti letterarie: 1 - la festa ricordava il giorno in cui i Romani fuggirono per il panico scatenato dalla scomparsa di Romolo (Dionigi di Alicarnasso); 2 - la festa ricordava la fuga dei Romani dopo la conquista di Roma da parte dei Galli nel 390 a.C. (Macrobio)   (Fonte: Festivals and Ceremonies of the Roman Republic, by H.H. Scullard) ×0