Jack e Matrix: l’archeologia a fumetti

Ci interroghiamo spesso, sulle pagine di questo blog, su come l’archeologia possa essere comunicata ad un pubblico diversificato, dagli addetti ai lavori, agli appassionati, ai bambini, agli studenti di vario ordine e grado, agli archeologi alle prime armi.

 

L’archeologia che è varia e variegata, che ha tante sfaccettature e tante domande: ma gli archeologi scavano solo con pennelli e pennellini (I whish)? Cos’è una trowel? E perché c’è sempre (ok, non proprio sempre, ma spesso) un archeologo bardato di giubbotto catarifrangente, piantato come una statua di sale, a bordo di molte trincee stradali? Ma anche: l’archeologia è cambiata nel corso del tempo? E com’era tra le due guerre mondiali? Chi erano gli archeologi della fine dell’Ottocento e chi sono gli archeologi di oggi?

 

Di volta in volta, abbiamo provato a raccontarvi come si volge una giornata in cantiere, quali sono le problematiche più sentite da parte della categoria o a seguire quei movimenti più innovativi che segnano il percorso dell’archeologia e degli archeologi oggi.

 

Oggi vi proponiamo un’altra storia di comunicazione atipica, diversa da quella che siamo abituati a vedere e che si rivolge ai ragazzi, a quelli che Archeologo = Indiana Jones.

 

Ed è proprio da Indiana Jones che il primo numero dei fumetti di “Jack e Matrix Archeologi” prende il via.

 

Jack è un archeologo con al seguito il fedelissimo cane Matrix. La loro mission impossible? Spiegare al giovane e discolo Sam qual è, appunto, il vero mestiere dell’archeologo.

 

Per farlo Jack gli spiega quali siano gli strumenti che si usano in cantiere o perché è importante scattare fotografie nel corso dello scavo, ma gli insegna anche parole “difficili” come catalogazione e perché una pratica “noiosa” è però essenziale. All’incredulo Sam, per il quale l’archeologia non è altro che avventura, scorpioni e mummie, Jack mostra che oltre alla gioia della scoperta ci sono anche il rigore e l’organizzazione del cantiere e degli studi, e lo fa portandolo in giro a scoprire i siti archeologici e i musei del Friuli e del Veneto.

 

Jack e Matrix, fumetto di archeologia

 

A poco a poco, tra un’esclamazione stupita ed una domanda curiosa, tra uno scherzo e una risata, la storia prende vita dalle parole di Jack e degli altri archeologi che lui e Sam incontrano, si materializza davanti ai nostri occhi, diventa reale quanto gli oggetti che ne sono rimasti come testimonianza.

 

Jack e Matrix, fumetto di archeologia

 

Quello che ci è piaciuto di Jack e Matrix è che lo stile leggero del racconto insegna però tante “cose” serie, puntando sulla naturale curiosità dei ragazzi, quella propensione che hanno a stupirsi quando le cose non sono proprio come se le immaginavano, ma sono comunque interessanti, appassionanti, nuove e quindi elettrizzanti. Alla storia, si aggiunge anche un elemento di giallo, con un misterioso personaggio dai lunghi capelli chiari e non proprio abile nei travestimenti, che commette un brutto reato nei confronti del nostro patrimonio culturale, lasciando tristezza e sgomento, in Jack che commenta “il passato e la memoria appartengono a tutti e nessuno dovrebbe portarceli via.”

 

Come non essere d’accordo?

 

“Jack e Matrix Archeologi” è un progetto dell’Associazione Ikarus, pubblicato da Safarà Editore. Soggetto e testi di Mirko Furlanetto, Chiara Goi e Laura De Stefani. I fumetti vengono illustrati da Laura De Stefani (Accademia del Fumetto di Trieste) e Teresa Pitton.

 

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@antoniafalcone

@domenica_pate

@OpusPaulicium

[photos credit: Domenica Pate]

 

#Archeostorie: una NON recensione di parte

Archeostorie NON è un manuale barboso.

 

Archeostorie NON è solo per gli addetti ai lavori.

 

Archeostorie NON è il libro dove scoprire che gli alieni hanno costruito le piramidi.

 

Archeostorie NON è accademico.

 

Archeostorie NON è tutto quello che avete letto finora sull’archeologia.

 

Archeostorie è un mix ben shakerato di passato, presente e futuro. Sono le vite di archeologi in carne e ossa. Archeostorie è un modo diverso di pensare l’archeologia. E di farla.

 

E ora che abbiamo la vostra attenzione possiamo raccontarvi qualcosa in più.

 

Archeostorie, manuale non convenzionale di archeologia vissuta non è un libro pianificato a tavolino, è un testo nato letteralmente nella Rete e dalla Rete.

 

Quale Rete? Il web certo, i social soprattutto, ma essenzialmente da quella rete di contatti, stimoli e collaborazioni che il vivere l’archeologia e lo stare online ha creato. Quindi più che  rete si potrebbe dire reti, al plurale, come archeostorie, come archeologie.

 

Perché quello che scoprirete leggendo il testo è che la pluralità delle archeologie non risiede essenzialmente  solo negli ambiti geografici e archeologici di cui ci si occupa ma anche, e forse soprattutto, nella pluralità delle attività con cui la si “applica” alla quotidianità della vita.

 

Quali “mestieri” fanno e raccontano gli autori di Archeostorie?  Tanti, non tutti quelli possibili ma molti. Talvolta inaspettati. Non vogliamo anticiparveli, ma dirvi che alla base di questo caleidoscopio di esperienze c’è un’idea semplice e ovvia quanto forse rivoluzionaria: la pratica dell’archeologia non ha confini e non conosce steccati.

 

Chi ha scritto le archeostorie ? Per non svelarci troppo vi diciamo solo chi le ha curate, con molta verve e pazienza: Cinzia Dal Maso e Francesco Ripanti.

 

Quale è il finale di questa bella storia di condivisione? Il finale lo scriveranno gli archeologi che hanno deciso di raccontarsi in modo non convenzionale e quelli ai quali è affidata ogni giorno la tutela e la valorizzazione del nostro immenso patrimonio culturale. Work in progress.

 

Archeostorie vi dà appuntamento venerdì 10 aprile nella Sala conferenze del Museo Pigorini, alle ore 17:

 

34 MODI DI FARE ARCHEOLOGIA
Brainstorming di massa sui mestieri dell’archeologo

 

Ci saremo anche noi di Professione Archeologo.

Potete seguire il livetwitting con hashtag #archeostorie e farci domande live.

 

Antonia Falcone (@antoniafalcone)

Paola Romi (@opuspaulicium)