Senzanome

Archaeoweb Review: Museo Archeologico del Finale

Oggi vi segnaliamo il sito web del Museo Archeologico del Finale che ci sembra particolarmente convincente nella sua semplicità e facile accessibilità.
La peculiarità del sito sta in un’interfaccia grafica intuitiva ed agevole da navigare, che permette all’utente di visualizzare subito le sezioni di cui si compone il sito. Il layout dell’homepage presenta cinque sezioni, le cui denominazioni suonano come un invito per gli utenti ad entrare a far parte della comunità del museo (Visita, Gioca, Partecipa, Leggi e Scopri), un modo coinvolgente di accorciare la distanza tra chi gestisce e chi visita il museo.

 

 

VISITA: con un semplice click si accede alla pagina che permette di esplorare le diverse sale del museo, strutturate cronologicamente dal Paleolitico al Medioevo con uno zoom su territorio, collezioni numismatiche ed il complesso conventuale di Santa Caterina. Le descrizioni sono brevi e comprensibili, corredate da immagini scorrevoli che illustrano l’allestimento delle sale.

 

GIOCA: vengono presentate le diverse attività dedicate alla didattica per bambini e ragazzi, laboratori, itinerari, giochi ed approfondimenti didattici con l’indicazione degli orari e delle tariffe.

 

PARTECIPA: in questa sezione sono riportati gli appuntamenti che hanno luogo all’interno del museo, eventi, mostre, convegni.

 

LEGGI: una raccolta delle principali riviste e pubblicazioni edite dalla sede centrale dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri.

 

SCOPRI: è la sezione dedicata alla presentazione del personale tecnico-scientifico del museo, con l’indicazione degli indirizzi mail ed i link alle pubblicazioni curate dai membri dello staff.

 

 

Immediatamente al di sotto di queste sezioni, l’alternarsi di diverse immagini rimanda alle varie iniziative in corso, accessibili con un click. Il footer, infine, raccoglie tutte le informazioni di carattere pratico: contatti, biglietti, orari, la localizzazione del museo su google maps ed il link alla pagina facebook.

 

 

All’interno del sito, sulla colonna destra di tutte le pagine, è possibile scaricare la Carta dei Servizi del Museo e il Regolamento: un elmento di trasparenza e partecipazione che ci piace!

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Archaeoweb Review: Archaeosoup Productions

Vi segnaliamo oggi un sito britannico, quello di Archaeosoup Productions, che qui a Professione Archeologo consideriamo tra i nostri ispiratori.

 

Interessante e condivisibile, al di lá dei contenuti, la mission dichiarata: incrementare la consapevolezza della collettività nei riguardi di archeologia e patrimonio culturale tout court, nella convinzione che la conoscenza del passato sia indispensabile per comprendere la contemporaneità. Questo il sito si propone di farlo, con un discreto successo ci pare, rendendo il passato interessante ed eccitante.

 

I contenuti sono piuttosto vari e costantemente aggiornati: news, filmati, satira e merchandising. Molto accattivante risulta inoltre l’approccio con cui ci si propone di utilizzare ogni genere di media per veicolare il dato archeologico e per facilitarne la comprensione.

 

Un vero “minestrone”?

 

Decisamente no, perchè il tutto è comunque coerente, ben congegnato nonché decisamente friendly anche per i non addetti ai lavori. Ricchissimo, di facile navigabilità ed estremamente intuitivo, risulta forse solo un po’ troppo scuro nella barra di titolo e menù.

 

Come forse traspare già da queste poche righe Archaeosoup ci piace veramente tanto e non vorremmo rovinarvi la sorpresa di scoprire quanto sia stimolante, quindi… buona navigazione sul sito!

 

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ArcheoWeb Review: Il Progetto Caere

Continuano le ArcheoWeb Reviews di Professione Archeologo, con la segnalazione questa settimana del sito internet dedicato agli scavi ceretani a cura dell’Istituto di Studi sulle Civiltà Italiche e del Mediterraneo Antico (ISCAM) del CNR.

 

Concentrato sulle finalità e le scelte alla base del progetto, il sito risulta molto semplice ed immediato dal punto di vista della struttura, nonostante la grafica non sempre si riveli al passo coi tempi. Il principale valore aggiunto è comunque la profonda multidisplinarietà con cui è stata concepita questa finestra virtuale su una delle più celebri città dell’Etruria Meridionale, i cui  contenuti risultano un buon compromesso tra un’eccessiva semplificazione divulgativa ed un’accurata pubblicazione scientifica.

 

Oltre ad una sezione dedicata al GIS del progetto, per esempio, è stata anche prevista la digitalizzazione dei vecchi giornali di scavo, con la possibilità di accesso ad una porzione dell’archivio anche da parte dell’utente non registrato.

 

Virtuosa a prescindere da qualsiasi personale valutazione ci sembra la volontà di ampliare la visibilità e la fruibilità di progetti e scavi poco noti.  Per una volta il dato pubblico viene restituito al pubblico.

 

Buona navigazione sul sito!

 

 

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ArcheoWeb Reviews: Archaeology’s Interactive Dig

Professione Archeologo oggi vi propone di visitare Archaeology’s Interactive Dig sul sito archaeology.com (curato dall’Archaeological Institute of America).

 

Di cosa si tratta? I curatori del sito lo dicono chiaro e tondo: We bring the excavations to you!

 

E’ possibile scegliere tra diverse campagne di scavo e seguirle passo dopo passo: si possono consultare i giornali di scavo, visionare i video sulle attività giornaliere che hanno luogo sullo scavo, conoscere lo staff, etc. Insomma prendere parte a distanza e tramite il web ad uno scavo archeologico.

 

Un esempio di divulgazione scientifica che avvicina il pubblico all’archeologia in modo immediato.

 

Quando in Italia?

 

Qui i link ai progetti più recenti di Archaeology’s Interactive Dig:

 

Zominthos Project
Johnson’s Island Civil War Prison

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Il cantiere della Domus Aurea: divulgazione e trasparenza

Professione Archeologo segnala un altro esempio positivo di divulgazione archeologica che sfrutta le potenzialità offerte dal web grazie ad un sito internet ricco di contenuti e dalla grafica accattivante. Si tratta del sito che segue i lavori di risanamento del complesso della Domus Aurea a Roma, e la sua particolarità sta nell’essere quasi interamente curato ed aggiornato dagli stessi archeologi della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma che si occupano del progetto.

 

Sul sito è possibile trovare notizie sul progresso dei lavori, sulle metodologie di indagine impiegate, sugli interventi conservativi effettuati. Degna di nota la sezione dedicata alle spese, che, pur stringata, ci sembra un bell’esempio di trasparenza, soprattutto di questi tempi.

 

Link al sito

[Photo Credit: benjami via Compfight cc]